Ematocrito alto, sintomi
I sintomi di un ematocrito alto sono spesso subdoli perché il corpo cerca inizialmente di compensare la densità del sangue forzando la circolazione.
Uno dei segni più caratteristici è la pletora, ovvero un colorito rosso-violaceo del viso, dei palmi delle mani e delle mucose (come le congiuntive degli occhi), causato dall’eccessiva concentrazione di globuli rossi che congestionano i capillari superficiali.
A questo si accompagna frequentemente un prurito acquagenico, una sensazione di formicolio o puntura della pelle che compare tipicamente dopo una doccia calda, dovuta al rilascio di istamina causato dall’attrito del sangue denso nei microvasi cutanei.
A livello neurologico, il cervello è il primo organo a soffrire del rallentamento del flusso ematico.
I segnali tipici includono cefalee pulsanti, vertigini e gli acufeni (fischi o ronzii nelle orecchie), che derivano dalla difficoltà del sangue di fluire correttamente attraverso i piccoli vasi dell’apparato uditivo.
Possono verificarsi anche disturbi visivi transitori, come macchie nel campo visivo o visione offuscata, perché la retina è estremamente sensibile alle variazioni della viscosità ematica e all’apporto di ossigeno.
Infine, non vanno sottovalutati i segnali alle estremità e al sistema vascolare maggiore.
La parestesia (formicolio o intorpidimento) di mani e piedi e una sensazione di eccessivo calore alle dita sono spie comuni.
In casi più severi, l’ematocrito alto può manifestarsi con una marcata stanchezza e fiato corto anche a riposo, perché, nonostante l’abbondanza di globuli rossi, la lentezza della circolazione rende paradossalmente meno efficiente il trasporto di ossigeno ai tessuti.
