Antidepressivi ed osteoporosi
Fra tutti i meravigliosi effetti (collaterali) degli antidepressivi, c’è anche la distruzione delle vostre ossa.
La serotonina infatti svolge un ruolo significativo nella regolazione del metabolismo osseo, ma con una distinzione fondamentale.
Esistono infatti due “serotonine”: quella prodotta nel cervello, che favorisce la formazione ossea, e quella prodotta a livello periferico (principalmente nell’intestino), che agisce in modo negativo sulla densità minerale, inibendo direttamente la formazione di nuovo osso da parte degli osteoblasti.
Questa “serotonina periferica” causa gli stessi effetti negativi che l’eccesso di prolattina e la carenza di estrogeni hanno sullo scheletro.
I farmaci antidepressivi SSRI (che aumentano la disponibilità di serotonina) hanno dimostrato una correlazione diretta tra l’eccesso di questo neurotrasmettitore nei tessuti periferici e una riduzione della massa ossea, con un conseguente aumento del rischio di fratture.
Inoltre, esiste un legame biochimico tra queste molecole: la serotonina può stimolare indirettamente il rilascio di prolattina agendo sull’ipotalamo, creando un asse ormonale che potenzia ulteriormente l’effetto demineralizzante.
Considerando che le donne in menopausa sono fra le consumatrici più assidue di questi psicofarmaci, direi che la cosa sia la ricetta perfetta per un disastro.