Cancro e digiuno intermittente

Più ricerca si fa su digiuno intermittente e dieta chetogenica, e più collegamenti con la salute ed in particolare la prevenzione del cancro si scoprono.

Peccato che queste ricerche siano raramente fatte in Occidente.

Partiamo da una premessa: la dieta chetogenica, se fatta correttamente, porta in modo naturale a fare quello che oggi è chiamato “digiuno intermittente”, ma che per buona parte della storia dell’umanità è stato chiamato “normalità”.

Se si mangia cibo ad alta densità di nutrienti ed in quantità adeguate, non si ha lo stimolo di mangiare ogni 3 ore.

Questa ricerca è interessante perché mostra come mangiare in una finestra di 8 ore, che è più o meno la norma per chi è in chetosi, porti ad un interessante effetto fisiologico rilevante nella lotta contro il cancro.

Il calo drastico e temporaneo della disponibilità di aminoacidi nel sangue costringe infatti le cellule T a riprogrammarsi.

Mentre la dieta chetogenica mira a mantenere i chetoni costantemente alti per “affamare” il tumore di glucosio, il “digiuno” di 16 ore agisce sulla competizione metabolica.

I digiuno intermittente crea una fluttuazione: durante le 16 ore di astinenza, il calo dell’isoleucina circolante spinge le cellule T a diventare metabolicamente più efficienti e aggressive contro le cellule tumorali.

Questa ricerca mostra come si possa ottimizzare l’immunoterapia non solo togliendo il glucosio e beneficiando della produzione dei chetoni, ma anche togliendo temporaneamente l’isoleucina, così da potenziare il segnale di “allerta metabolica” ai lifociti T.

Ricerca:
Cell Metabolism
19 February 2026
16-h fasting optimizes cancer immunotherapy in mice and humans
Sheng Chen et al.

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