Chetosi o digiuno?
Chetosi o digiuno? Se ancora avete questo dubbio, continuate a fare colazione con le due fettine biscottate integrali con un velo di marmellata, perché non avete capito una cippa.
Il digiuno per molti ha un’aura quasi magica.
Comprensibile, fino ad un certo punto, perché per chi mangia merda è un ottimo intervento terapeutico. Ma per chi mangia merda è quasi impossibile digiunare, quindi…
Se invece mangiate come dico io, il digiuno è inutile.
Certo, anch’io e Mrs Nut facciamo digiuno intermittente, mangiando due pasti in una finestra di 8 ore, ma lo facciamo.perché in chetosi viene spesso naturale.
E digiuni più lunghi? L’autofagia?
Vi ho già detto mille volte che la chetosi rappresenta un segnale metabolico che simula lo stato di digiuno prolungato, attivando l’autofagia.
Quando il corpo entra in uno stato di chetosi sostenuta, percepisce una condizione di carenza di glucosio esogeno e risponde attivando una strategia di conservazione estrema per preservare le strutture vitali.
L’organismo smette di fare affidamento sullo zucchero e istruisce organi e tessuti a utilizzare i chetoni come fonte energetica primaria.
Questo è importante perché permette di risparmiare le proteine muscolari e funzionali che, in assenza di carboidrati, verrebbero altrimenti sacrificate per produrre glucosio attraverso la gluconeogenesi.
Per proteggere le riserve proteiche essenziali, il corpo mette in atto un processo di riciclo intelligente che ricalca esattamente ciò che accade durante il digiuno prolungato: l’autofagia.
Invece di smantellare i muscoli, il metabolismo identifica e degrada le componenti cellulari non essenziali, come proteine danneggiate, organelli malfunzionanti o detriti molecolari accumulati nel tempo.
Questi “scarti” intracellulari diventano la materia prima ideale per le necessità metaboliche del momento.
In questo modo, la chetosi funge da catalizzatore per una vera e propria pulizia cellulare, dove il bisogno di preservare l’integrità strutturale del corpo spinge le cellule a consumare i propri rifiuti per sopravvivere, ottenendo gli stessi benefici rigenerativi di un digiuno reale.

