×

Gli screening per i tumori fanno vivere più a lungo?

Diamine, che vuoi che non facciano vivere più a lungo, sennò perchè li farebbero?

Beh, se davvero lapensate così, saltate pure l’articolo ed andate a pagare il vostro obolo mensile a Pfizer.

Per gli altri, seguitemi che la cosa è interessante.

Lo studio che vi cito è un’importante meta-analisi che ha analizzato se i test di screening comuni per il cancro prolunghino effettivamente la vita complessiva.

I ricercatori hanno calcolato il guadagno di vita assoluto in giorni confrontando i gruppi sottoposti a screening con quelli non sottoposti a screening, per un periodo mediano di almeno 9 anni.

Ecco i risultati dettagliati per ogni tipo di tumore e test di screening:

Colon-retto (sigmoidoscopia)
Guadagnati in media 110 giorni, media di un range da 0 a 274 giorni guadagnati.

Polmone ( TC a basso dosaggio)
Guadagnati in media 107 giorni, media di un range da 20 a 190 giorni guadagnati.

Prostata (test del PSA)
Guadagnati in media 37 giorni, media di un range da -37 a 73 giorni, il che vuol dire che alcuni sono campati meno, altri poco di più di chi non ha fatto screening.

Colon retto (colonoscopia)
Guadagnati in media 37 giorni, ma il range va da -146 a 146 giorni, quindi c’è un rischio sostanzioso di campare meno.

Seno (mammografia)
Guadagnati in media 0 giorni, anche in questo caso con un range che parte molto in negativo, da -190 a 237 giorni.

Colon Retto (ricerca sangue occulto)
Guadagnati in media 0 giorni, anche in questo caso con un range che parte molto in negativo, da -70 a 70 giorni.

Solo lo screening del colon-retto tramite sigmoidoscopia ha mostrato un guadagno di vita statisticamente significativo (circa 3 mesi e mezzo). Anche per il polmone (fumatori) è stato osservato un teorico possibile guadagno, sebbene l’incertezza statistica sia presente in alcune interpretazioni dei dati.

Lo studio specifica che per mammografia, PSA e sangue occulto nelle feci, il guadagno medio stimato è stato di zero o comunque non distinguibile statisticamente dallo zero.

Questo non significa che lo screening non salvi vite individuali, ma che, a livello di popolazione, il numero di morti evitate per quel tumore è controbilanciato da altre persone che invece sono morte prima.

In questi casi infatti esiste la possibilità che i danni dello screening (sovradiagnosi, trattamenti invasivi non necessari, complicazioni chirurgiche) possano ridurre la vita di alcuni individui, annullando i benefici ottenuti da altri.

Gli autori concludono che, sulla base delle prove attuali, la maggior parte dei test di screening comuni non prolunga in modo significativo la vita totale. Invitano quindi a una comunicazione più trasparente con i pazienti, spiegando che lo screening può ridurre il rischio di morire per quel tumore specifico, ma raramente aumenta la longevità complessiva.

Il che, come si dice a Prato, è sugo di Pinco.

Ricerca:
Bretthauer M, Wieszczy P, Løberg M, et al. Estimated Lifetime Gained With Cancer Screening Tests: A Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials. JAMA Intern Med. 2023;183(11):1196–1203.

0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x