Vaccini e depopolazione
Toby Rogers del Brownstone Institute ha una teoria molto interessante sul vaccini covid.
Rogers sostiene che i vaccini covid, se considerati solo come strumento di depopolazione diretta attraverso un aumento immediato della mortalità (stimato al 15-20% nel primo anno), risultino inefficienti.
Cosa che porta molti a minimizzarne gli effetti.
Se i vaccini uccidessero troppp velocemente, la ricchezza dei morto verrebbe passata ai figli.
Quindi la loro capacità di provocare malattie croniche gravi come cancro, miocardite o patologie renali sembra essere l’obiettivo.
Queste conduzioni sono croniche, protratte nel tempo (tipicamente 5-10 anni), e permettono ai globalisti di “drenare” completamente la ricchezza generazionale delle famiglie coinvolte attraverso cure mediche costose e impoverimento progressivo.
Solo dopo aver ridotto le persone e le loro famiglie in condizioni di povertà estrema, verrebbe consentito loro di morire (ad esempio tramite eutanasia assistita in certi stati o paesi).
In questa ottica, i vaccini non sarebbero un mezzo rozzo di eliminazione rapida, ma uno strumento estremamente efficiente all’interno di un più ampio meccanismo di estrazione neocoloniale della ricchezza combinato con depopolazione graduale.
Che a me sembra esattamente cosa stia avvenendo.
